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“Mala morte a San Nicolao”: un’indagine archeologica abbinata al racconto di un omicidio medievale
Economia Italiana di mercoledì 25 marzo 2020
Strane storie scaturite, fra realtà e fantasia, dalla penna di Fabrizio Benente, professore di Archeologia cristiana presso l’Università di Genova (ha condotto scavi e ricerche in diversi Paesi del Mediterraneo), e Mario Dentone, scrittore e saggista, autore teatrale e giornalista

di MASSIMO MISTERO
L’accoppiata autoriale, così diversa quanto così affiatata, risulta di intrigante curiosità. Per non parlare del loro libro, Mala morte a San Nicolao (Oltre edizioni, pagg. 210, euro 19,00), una indagine archeologica abbinata al racconto di un omicidio medievale in bilico fra fantasia e realtà storica. E di chi si tratta è presto detto: in primis Fabrizio Benente, archeologo e docente presso l’Università di Genova, uno dei primissimi autori (ha firmato documentari, ma anche opere divulgative e di narrativa) della Oltre Edizioni con il libro Appunti di viaggio.
Il quale ha condotto per anni gli scavi presso l’Hospitale di San Nicolao di Pietra Còlice, che si trova alle spalle di Sestri Levante sulla diramazione costiera della Via Francigena, i cui risultati sono stati ampiamente pubblicati su riviste specialistiche. Ma, tra i tantissimi ritrovamenti ce n’è stato uno, in particolare, che ha intrigato il nostro professore e i suoi collaboratori: lo scheletro di un uomo morto trafitto da 19 colpi di spada e di pugnale.
La qual cosa ha scatenato la penna dello scrittore e saggista, da alcuni anni attivo anche in campo teatrale e giornalistico, Mario Dentone. Il quale ha preso a scrivere, su “istigazione” dello stesso Benente, un racconto di assoluta fantasia su questo ritrovamento e le sue possibili implicazioni. Insomma, una specie di cold case medievale.
In buona sostanza si è così sviluppata l’idea di Mala morte a San Nicolao, un libro diviso in due parti: in altre parole una serrata fiction volta a integrare la relazione scientifica del ritrovamento. Ne è nata così un’opera coinvolgente, che non mancherà di appassionare gli amanti dell’archeologia e, parallelamente, anche quelli della narrativa gialla


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Economia Italiana - mercoledì 25 marzo 2020
Strane storie scaturite, fra realtà e fantasia, dalla penna di Fabrizio Benente, professore di Archeologia cristiana presso l’Università di Genova (ha condotto scavi e ricerche in diversi Paesi del Mediterraneo), e Mario Dentone, scrittore e saggista, autore teatrale e giornalista

di MASSIMO MISTERO
L’accoppiata autoriale, così diversa quanto così affiatata, risulta di intrigante curiosità. Per non parlare del loro libro, Mala morte a San Nicolao (Oltre edizioni, pagg. 210, euro 19,00), una indagine archeologica abbinata al racconto di un omicidio medievale in bilico fra fantasia e realtà storica. E di chi si tratta è presto detto: in primis Fabrizio Benente, archeologo e docente presso l’Università di Genova, uno dei primissimi autori (ha firmato documentari, ma anche opere divulgative e di narrativa) della Oltre Edizioni con il libro Appunti di viaggio.
Il quale ha condotto per anni gli scavi presso l’Hospitale di San Nicolao di Pietra Còlice, che si trova alle spalle di Sestri Levante sulla diramazione costiera della Via Francigena, i cui risultati sono stati ampiamente pubblicati su riviste specialistiche. Ma, tra i tantissimi ritrovamenti ce n’è stato uno, in particolare, che ha intrigato il nostro professore e i suoi collaboratori: lo scheletro di un uomo morto trafitto da 19 colpi di spada e di pugnale.
La qual cosa ha scatenato la penna dello scrittore e saggista, da alcuni anni attivo anche in campo teatrale e giornalistico, Mario Dentone. Il quale ha preso a scrivere, su “istigazione” dello stesso Benente, un racconto di assoluta fantasia su questo ritrovamento e le sue possibili implicazioni. Insomma, una specie di cold case medievale.
In buona sostanza si è così sviluppata l’idea di Mala morte a San Nicolao, un libro diviso in due parti: in altre parole una serrata fiction volta a integrare la relazione scientifica del ritrovamento. Ne è nata così un’opera coinvolgente, che non mancherà di appassionare gli amanti dell’archeologia e, parallelamente, anche quelli della narrativa gialla


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